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  stereovisione [ vite intrecciate ]
         


21 gennaio 2006

l'amico dell'albero

mi accoccolo tra le amiche radici, lo sguardo verso il fiume Berry, l'ho chiamato, il grande albero del giardino di fronte sede delle mie ispirazioni mattutine e di qualche sonnellino qua e là... mi piace stare lì con quell'odore di terra che copre un po' lo smog cittadino, prendere il mio blocco delle idee e via... è così che i disegni prendono vita sotto questa grande ombra... e le parole si animano e cantano sulle melodie del fiume... e per un attimo la città scompare... - hem...Ti è caduto questo - sussurra una voce un po' imbarazzata alle mie
spalle... Mi volto e i miei occhi ne incontrano altri due che sorridono fisso sorpresa il mio blocco delle idee nelle mani di questo sconosciuto e riconosco il ragazzo spiato poco fà nel bar di fronte al mio... - grazie, ti devo la vita... bè, quasi... - rispondo guardandolo negli
occhi... sono di un verde lago, ricordano un po' quelli di un gatto - sei nuovo di qua? ti ho visto prima entrare in quel bar... per fortuna ne
sei uscito sano e salvo! - - non abito in questa zona, ero qua di passaggio per un colloquio di lavoro - sorride - e non entrerò mai più in quel bar, lo giuro - e mentre le parole prendono il ritmo del fiume i nostri sguardi si incontrano, si scontrano, si rincorrono come bimbi sul prato...
è strano come le persone a volte entrano nella tua vita come un soffio di vento... - ti chiamerò "l'amico dell'albero"... sai, ho la strana abitudine di dare nomi a tutto... - - bene "ragazza del fiume"... - risponde  e in quel sorriso mi regala la certezza che lo rivedrò...

Il cappuccino rovente mi gorgoglia ingorgandosi nel gorgo del gargarozzo , con i suoi ottomila gradi di temperatura e (credo) almeno una trentina di gradi alcolici. Non la prendo di buon grado , malgrado di solito io gradisca un goccetto. Ma a quest'ora del mattino e' veramente troppo, tanto che mi sento brillo come un birillo brullo arzillo. E inoltre sto chiaccherando da dieci minuti buoni con gli avventori avventurosi del bar, a cui si e' aggiunto un tipo in giaccaecravatta anche lui, che peró svicola il cappuccino corretto e prende solo un té ... Per fortuna la sbronza passa subito e nell'arco di cinque minuti smetto di parlare onomatopeico.
Simpatico il bar.
 Simpatico il barista.
Simpatico anche il cappuccino.
Qua dentro comunque non mi vedono piú neanche dipinto. Punto.




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15 gennaio 2006

Cappuccini scorretti

Sciarpa della Juve appesa al muro , pensionato al bancone che butta giù la prima grappa del mattino e noccioline vecchi di chissà quanto al bancone ...  Mi sembra di entrare nel bar sport di Stefano Benni. Dev'essere piuttosto lampante che non sono di qui: appena entro mi squadrano come un alieno. Forse spaventati dalla giacca&cravatta. Non vi dico poi la faccia quando ordino cappuccino e croissant: croissant dev'essere una parola che non hanno mai sentito, o forse nessuno va lì per fare colazione. - Ahh! Il cornetto !!! - Nonostante questo primo intoppo , dopo un momento di sconforto il barista diventa subito cordiale. - Il cappuccino normale o corretto ? - Corretto ? - Ma certo, specialità della casa, provi provi ...- No guardi ... - Mi vuole offendere ? - No, beh.. - Non faccio in tempo ad arrivare al terzo puntino di sospensione che mi trovo un tazzone spumante e bollente davanti. - Beh, chessaràmai - mi dico. Senza saperlo, stavo andando in contro alla mia prima sbronza mattutina ...

- Ciao piccola! -
sorrido mentre mi avvicino al bancone, la sciarpa verde che svolazza alle mie spalle - ciao Bruno, mi fai un caffè? - rispondo iniziando a scrollare una bustina di zucchero di canna e mangiando qualche granello con le dita... - non la perderai mai quella brutta abitudine, eh? fà male ai denti lo zucchero! - mi rimprovera scherzosamente porgendomi la tazzina di caffè fumante penso non smetterà mai di ricordarmelo... il mio "signor barista", come lo chiamavo quando ero piccola... e mi guardo intorno, sorseggiando il secondo caffè della mattina il bar è sempre lo stesso piccolino, ordinato e accogliente con quelle luci soffuse sulle pareti color crema e quel profumo di caffè e cioccolato che aleggia nell'aria e penso a quante volte questi muri hanno ascoltato i miei segreti e quante cioccolate hanno consolato le mie lacrime... quanti aperitivi mi hanno vista brindare e sorridere tra un olivetta e una manciata di noccioline salate e guardo fuori dalla vetrina, verso il bar di fronte, "la piola", come l'ho sempre chiamato per i suoi folcloristici frequentatori.. e mi sembra lontano anni luce da questa piccola oasi felice che è sempre stata un po' la mia seconda casa... ecco che entra un ragazzo di là... dev'essere uno nuovo per avventurarsi là dentro di prima mattina... ma è tardi, e come al solito mi sono dilungata troppo nei miei pensieri... l'ultimo sorso di caffè, raccolgo gli ultimi granelli di zucchero dal fondo
della tazzina, saluto ed esco nel mio mondo colorato... là fuori..





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3 gennaio 2006

Saltelli di fantasia

ci giocavo sempre da piccola... oltre al muro cosa c'è?
e via con la fantasia a immaginare la vita nascosta oltre le mura della mia casa... questa volta è un astronauta, me lo sento o comunque è un ragazzo che ha viaggiato molto... non l'ho ancora incontrato e ho un'intera scorta di zucchero nella dispensa, quindi non ho nemmeno una scusa per andare a trovarlo e conoscerlo, finalmente, questo nuovo vicino che mi sveglia la mattina al di là del muro...
ma l'ho sentito mentre parlava al telefono in altre lingue, quindi dev'essere uno che viaggia... però se fosse davvero un astronauta sarebbe il massimo... già me lo vedo con la sua tuta spaziale che bussa alla mia porta perchè ha finito il caffè (ci è affezionato alla tuta, probabilmente, se la tiene anche a casa...) e mi racconta dei segreti dell'universo e delle galassie svolazza per casa, probabilmente...
ha ricreato un ambiente senza gravità per tenersi in esercizio e và al lavoro svolazzando fuori dalla finestra... e la mia fantasia svolazza assieme a lui oltre ai sottili muri che ci separano... amo avere vicini nuovi e sconosciuti su cui fantasticare, mi aiuta a tenere in esercizio la mia immaginazione e la mia creatività... ecco che sbatte la porta e scende le scale lo scorgo appena dalla finestra camminare veloce e svoltare l'angolo... via verso nuove avventure, come un eroe dei fumetti...
e la realtà si colora di gioco e il mondo, se visto con gli occhi della fantasia, sorride di più... e anche io...

Tombino. Piatsrella bianca, nera. Grata. Nera, bianca. Tombino, tombino. Semaforo, stop. Quello di camminare senza pestare righe e' un gioco che faccio da quando cammino. Ormai lo faccio senza rendermene neanche conto, finche' qualcuno non mi vede , facendomi sentire un pirla. Nonostante tutti i viaggi ,gli studi e i titoli, a volte mi comporto come un bimbo di tre anni.
Questa citta' ha dei marciapiedi diversi da tutte le altre in cui ho vissuto. Marciapiedi antichi, a volte sotto portici. E grossi piastrelloni di granito, con disegni regolari. Che mi fanno camminare piu' a zig-zag del solito. Vista l'ora, non c'e' ancora molta gente in giro, e passa solo qualche macchina ogni tanto...
-WROOM !!!- una cinquecento smarmittata ...
-WROOMM ! - Un camioncino ...
- WoooORG !!! - ... ??
Il boato viene dal mio stomaco , che mi ricorda poco gentilmente che non ho ancora fatto colazione. Mi dirigo a lunghi passi verso il primo bar che vedo sulla strada per l'ufficio, saltellando da una lastra all'altra.




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29 dicembre 2005

Buongiorno giorno!

Stamattina mi sono svegliato particolarmente di buon umore.

I primi timidi raggi di sole, che iniziano a dissipare la nebbia della notte, filtrano dalla persiana e gli uccellini cantano, fuori sul grosso albero del giardino di fronte. Che bella mattinata! Sguscio fuori dal letto caldo e subisco il primo inpatto con il freddo della stanza. Il riscaldamento fa i capricci come al solito , e il mio ottimismo vacilla per un attimo sotto il getto gelido della doccia.
Mezzo sotto shock e con qualche taglietto sulla faccia (provate voi a farvi la barba tremando come delle foglie !) , recupero il mio iniziale ottimismo grazie all'odore del té che fuoriesce dal bollitore. La radio mi gracchia addosso le notizie del mattino. Niente di particolarmente allegro, ma neanche niente di catastrofico. Insomma, tutto ok.
E comunque sarebbe difficile intristirmi oggi. Un veloce sguardo alla laurea, che da un annetto ormai sta lá appesa al muro , e mi infilo nel mio elegantemasportivo completogiaccacamiciacravatta da impiegato modello.

Sono sempre felice quando inizio un nuovo lavoro!

il verde circonda tutto...
me ne sto tranquilla in mezzo al prato a godermi il sole di fine pomeriggio e ascolto il silenzio interrotto da poche macchine lontane.. trallallà...trallallà...
il cellulare che suona... ma dov'è? cerco nelle tasche, nello zaino ma niente ... e il suono sembra arrivare da sottoterra... così inizio a scavare, a mani nude nella terra soffice... e scava scava arrivo fino in cina e... afferro finalmente la sveglia sul comodino da notte e la guardo con occhi
appiccicosi per le poche ore di sonno... ma il trillo non smette...
sento rumori dall'alloggio affianco l'acqua scorre nella doccia e copre il suono intermittente della sveglia dimenticata - cosa ci fà già sveglio a quest'ora, il nuovo vicino? - penso mentre raduno le poche forze per alzarmi - mi stiracchio e lentamente scendo dal letto e mi dirigo verso il caffè quasi scivolando su qualche matita caduta a terra apro la finestra e saluto la luce del sole e il grande albero del giardino chiudo gli occhi ancora un po' sorridendo all'aria fresca che mi pizzica il viso
e buongiorno giorno!

Eccomi che arrivo...




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